Description
Roberto Giglio ci consegna su tele di grande formato le cartoline di questi paesaggi senza vita che si ripetono, offrendosi ai nostri occhi come una serie di “belvedere”, trappole da cui contemplare l’abisso, che non si riduce solo alla constatazione dolorosa della perdita dell’eredità culturale e del patrimonio storico-artistico di un territorio, ma – in quanto prodotto di una cancellazione violenta, di uno strappo senza elaborazione e senza memoria – si fa disagio interiore, psichico. È qui che il lavoro di Giglio, a mio avviso, si stacca dall’intento documentaristico e di denuncia del cultore di beni demo-etno-antropologici, come pure da quello militante di chi si è speso e si spende per rivitalizzare i borghi natii, per farsi universale. Le immagini in cui ci immergiamo e che non sembrano darci scampo parlano della sparizione dell’umano, evocano apocalissi sanitarie, belliche, disastri ambientali, estinzioni di massa, rimandano alle immagini che due anni fa fecero il giro del mondo parlando della fine del mondo ad un mondo chiuso in casa che scambiava la solitudine di una clausura autoimposta per la scomparsa di tutti gli altri.
Giorgio de Finis
Sommario
Affacci sulla fine del mondo
Giorgio de Finis
La resa dei paesi fantasma
Mimmo Gangemi
In viaggio con Roberto Giglio
Giuseppe Sommario
Opere
Biografia






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