Description
Il volume si svolge attorno a una riflessione filosofica sulla fotografia, rendendo conto dell’impudicizia che caratterizza, potremmo dire ontologicamente, l’immagine fotografica e la sua presuntuosa pretesa di dire il mondo con un semplice clic. Nessuno, d’altronde, ha mai visto l’istante che essa riesce miracolosamente a fissare, a separare, a strappare dal flusso dell’esperienza. Perciò essa è anche costitutivamente “ingannevole”. Eppure, riesce a dire, di noi stessi e del mondo, più di qualsiasi altra forma di scrittura o di immagine. Queste pagine sono anche un omaggio a Italo Zannier, primo docente di Storia della fotografia in Italia: a lui l’autore deve tantissimo; da lui ha imparato quasi tutto quello che sa della fotografia e dei suoi eroi – che vengono appunto qui ricordati.
Massimo Donà (Venezia, 1957) si è laureato a Venezia nel 1981 con Emanuele Severino. Ora è docente di Filosofia teoretica presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Tra le sue pubblicazioni, ricordiamo: Tutto per nulla. La filosofia di William Shakespeare (Bompiani, 2016), Di un’ingannevole bellezza. Le “cose” dell’arte (Bompiani-Giunti, 2018), Di qua, di là. Ariosto e la filosofia dell’Orlando furioso (La nave di Teseo, 2020), L’irripetibile. Il paradosso di Dada (Castelvecchi, 2020), Cinematocrazia (Mimesis, 2021), Una sola visione. La filosofia di Johann Wolfgang Goethe (Bompiani, 2022), Filosofia della carta (Baldini+Castoldi, 2022), Tre donne, tre misteri. Tiziano Vecellio e le aporie della perfezione (Mimesis, 2024), È un enigma, questo. La filosofia di Moby Dick (Edizioni ETS, 2024). Come musicista jazz, ha al suo attivo dieci cd.






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