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A motivo del V Centenario della nascita di Teresa di Gesù si sono pubblicate nuove biografie, di vario valore, e altre più antiche sono state rieditate con un nuovo apparato critico. Qui si comincerà dall’esame delle più antiche: Francisco de Ribera, Julián de Ávila e Diego de Yepes, con lo scopo di evidenziare la ripresa, l’evoluzione o lo scarto di certi motivi nel corso della storia.
Gli studi biografici su santa Teresa di Gesù sono strettamente legati agli studi storici, dei quali si dà conto in altri bollettini. Una buona biografia della Santa ha bisogno di un’adeguata cornice storica, rigorosamente studiata, con i nuovi apporti della critica storica, culturale e religiosa: «Si è parlato e scritto tanto circa la
sua dottrina, e tanto poco del suo ambiente storico […] come
chiave d’interpretazione senza la quale la lettura attuale dei
suoi scritti può risultare criptica ed incomprensibile»1.
Questa valutazione del competente storiografo e professore
universitario, il carmelitano Teófanes Egido, fatta nel
1982, non si adatta pienamente alla realtà attuale, nella quale
si sono ottenuti importanti progressi storici. Ma continua ad
avere validità come paradigma o riferimento essenziale nell’elaborazione
di una nuova biografia di Teresa di Gesù.
A motivo del V Centenario della sua nascita si sono pubblicate
nuove biografie, di diverso valore, e altre più antiche sono
state rieditate con un nuovo apparato critico. Cominceremo
dalle più antiche: Francisco de Ribera, Julián de Ávila e Diego
di Yepes (Tomás de Jesús).
1. Prime biografie
1. Francisco de Ribera, della Compagnia di Gesù, è il
primo biografo della Santa2. La sua biografia, edita nel 1590,
otto anni dopo la morte di santa Teresa e due anni dopo l’editio
princeps delle sue opere di fra Luis de León (1588), ha contribuito
fortemente a propagare non solo in Spagna, ma anche in
tutta Europa la conoscenza delle ammirabili virtù, grandezza
d’animo ed eroiche imprese della Riformatrice del Carmelo3.
La biografia del padre Ribera costituisce non solo una piattaforma
di diffusione della figura di Teresa di Gesù, ma anche
un primo tentativo di sistematizzazione teologico-spirituale
della sua dottrina, avallata dalla Compagnia di Gesù i cui confessori
avevano avuto un’influenza decisiva nel discernimento
del suo spirito e nel consolidamento della sua opera di fondatrice4.
Il suo protagonismo appare ora nella prima biografia teresiana,
nella sua nuova edizione, rappresentata da tre illustri
gesuiti: Francisco de Ribera, Jaime Pons e Luis Martín.
Il padre Francisco de Ribera, 1537-1591, essendo già un teologo
consumato ed eminente scrittore, entrò a trentatré anni
nella Compagnia di Gesù a Medina del Campo, ebbe come maestro
il padre Baltasar Álvarez, confessore di Teresa di Gesù.
Quando questo è stato famoso Rettore della Scuola della Compagnia
a Salamanca, ha richiamato il padre Ribera per farsi
carico della cattedra di Sacra Scrittura, materia che ha spiegato
per sedici anni, 1575 -1590, con grande plauso di alunni
e professori. È stato sempre un grande ammiratore della Santa
d’Avila che ha conosciuto molto da vicino in varie occasioni e
che ha aiutato a discernere il suo spirito.
Il merito principale della sua biografia non è solo avere
conosciuto e trattato la Santa, ma anche lo studio dei suoi autografi,
sui quali si basa per scrivere la sua biografia. Questo
gli conferisce un carattere di autenticità che garantisce la diffusione
della sua opera. Per due anni, 1587-1588, lavora intensamente
su di essi; non ricorre più o meno a copie o codici
affidabili, bensì agli stessi autografi della Santa, tentando di
recuperare il suo genuino senso, al margine delle postille dei
censori, come è stato il caso dell’autografo del Castello interiore.
Il suo proposito non era solo scrivere una biografia teresiana,
bensì pubblicare tutte le sue opere. Ha lavorato largamente
a questo progetto, ma non ha potuto portarlo a termine per
la prossimità della sua morte (1591). Lo realizzerà, invece, fra
Luis de León (1588) che terrà conto dei materiali apportati dal
padre Francisco de Ribera.
La finalità che si propone l’autore durante il suo ampio
racconto della vita di Teresa di Gesù, è innanzitutto la fedeltà
ai dati storici e la ricerca della verità dei fatti narrati: «Cosicché
avrò sempre gli occhi fissi sulla verità della storia, che anche
tra i gentili fu giudicata una delle sue maggiori virtù […].
[…]






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