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INDICE
Editoriale
Guido Benzi
DALL’ONORE ALLA VERGOGNA:
ADAMO ED EVA
Germano Galvagno
MOTIVI DI ONORE E MOTIVI
DI VERGOGNA NEI PATRIARCHI
Luca Mazzinghi
DI CHE COSA VERGOGNARSI?
Dionisio Candido
L’ONORE NEL LIBRO DI ESTER
Ester Abbattista
L’ONORE DI SEDERE ALLA DESTRA
O ALLA SINISTRA (MT 20,21//MC 15,40)
Annalisa Guida
LA VERGOGNA DI GIUDA
Maurizio Marcheselli
QUANDO E PER COSA
CI SI DEVE VERGOGNARE?
Leonardo Paris
LO SGUARDO DEGLI ALTRI
Valentino Bulgarelli
EVANGELIZZAZIONE:
ACCORCIARE LE DISTANZE
Rosella De Leonibus
L’UMANA VULNERABILITÀ,
OLTRE L’ONORE, OLTRE LA VERGOGNA
PER SAPERNE DI PIÙ
Marcello Panzanini
Vergogna, Salome: certe cose non si fanno!
MEN AT WORK
Valeria Poletti
Un sentimento alto, doloroso e ormai scomparso
APOSTOLATO BIBLICO
Calogero Manganello
Bibbia ed educazione
VETRINA BIBLICA
ARTE
Marcello Panzanini
Un mantello non di tessuto: L’ebrezza di Noè,
di Giovanni Andrea De Ferraris
EDITORIALE
Di vergogna e onore la Bibbia parla fin dalle
primissime pagine. Non lo fa sempre in
modo diretto; potremmo dire che si tratta
di sentimenti molto diffusi nel mondo
antico, ma spesso presenti sullo sfondo dei racconti
biblici, più che al centro del palcoscenico. Vergogna
e onore hanno a che fare con le relazioni tra persone,
sia all’interno che all’esterno del proprio gruppo
di appartenenza. Il racconto di Gen 2–3 mette in luce
la relazione fondamentale: quella con Dio (Guido
Benzi). Lo stesso fanno i successivi capitoli della Genesi,
quelli che narrano le vicende dei patriarchi: proprio
perché antenati del popolo di Israele, essi hanno
la possibilità di un dialogo aperto con Dio, di essere
messi a parte – anche se non del tutto – dei suoi segreti
sulla storia (Germano Galvagno).
Dobbiamo affacciarci alla letteratura sapienziale
per trovare riflessioni sul nostro tema. Un testo fra tutti
è il cap. 41 del Siracide, che precisa con attenzione
i termini della questione. Ci sono infatti cose di cui
ci si deve vergognare, ed è bene farlo; ci sono invece
cose di cui non ci si deve vergognare, come di vivere
secondo la propria fede in un mondo che vorrebbe
condurci a valori diversi (Luca Mazzinghi). Leggendo
molte pagine bibliche apparirà chiaro come la
mentalità prevalente fosse un po’ maschilista, nel senso
che guardava all’onore e al disonore dal punto di
vista dei mariti e dei padri; non mancano però le pagine
in controtendenza, in cui l’ago della bilancia è
rappresentato dalle donne della casa, come nel libro
di Ester (Dionisio Candido).
Del Nuovo Testamento prenderemo tre passi. Il
primo è quello in cui i due figli di Zebedeo (oppure
la loro madre) chiedono a Gesù di poter sedere uno
alla sua destra e uno alla sinistra, nel suo Regno; dobbiamo
capirli nel contesto di un sogno che si stava
realizzando (quello del Messia, il liberatore di Israele)
– e comunque pensando che, alla fine, hanno vissuto
una relazione strettissima con Gesù e gli hanno
reso testimonianza con la propria vita (Ester Abbattista).
Il secondo episodio è quello di Giuda, il traditore
per antonomasia: si accorge dell’errore, ma non
riesce a rimediare e si toglie la vita; saranno la letteratura
e la musica a “ripescare” questo personaggio
evangelico, mettendone in scena il dramma interiore
a cui le narrazioni bibliche non accennano affatto
(Annalisa Guida). Infine, da Luca a Paolo, passando
per altri testi del Nuovo Testamento, si può distinguere
l’aspetto soggettivo del vergognarsi (il sentimento
della vergogna) da quello oggettivo (l’infamia). E
così ritorniamo alla relazione con Dio: Gesù non si
vergogna che gli uomini siano chiamati – cioè siano
realmente – suoi fratelli e Dio non si vergogna di essere
chiamato – cioè di essere realmente – loro Dio
(Maurizio Marcheselli).
La vergogna e il senso dell’onore sono aspetti relazionali,
che riguardano cioè il nostro rapportarci agli
altri, quello che vedono e pensano di noi, come ci valutano;
per questo hanno a che fare con il senso del limite,
dell’umana vulnerabilità (Rosella De Leonibus).
C’è stato un tempo, nel passato, in cui l’onore era legato
a determinate regole sociali; oggi può dipendere
da un post su uno dei più diffusi social network… Ma
ciò che realmente conta è che l’«onore» diventi «dignità
»: non un carattere sociale che si può perdere o
conquistare, ma un carattere indelebile, che non dipende
né da quanto gli altri possono dire o fare, ma
nemmeno da quanto io stesso posso dire o fare. Prima
di qualunque azione la persona è definita dallo
sguardo di Dio, e questo sguardo è per sempre (Leonardo
Paris). Per questo motivo la sfida dell’evangelizzazione
è quella di accorciare le distanze tra le persone
umane e Dio (Valentino Bulgarelli).
L’inserto staccabile ci porterà ancora in Terra Santa,
con la gita sui generis organizzata da Marco Tibaldi.
Le rubriche invece oscilleranno tra la letteratura apocrifa,
con le levatrici di Maria a Betlemme («Per saperne
di più», di Marcello Panzanini), il film, la letteratura
(«Men at work», di Valeria Poletti) e l’arte (Marcello
Panzanini). Senza dimenticare la sfida educativa
che la Bibbia, con tutti i suoi sentimenti, rappresenta
per i giovani (Calogero Manganello).
Carlo Broccardo






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