Alle sorgenti della fede
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Alle sorgenti della fede

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La Libreria Editrice Vaticana prosegue la pubblicazione dei discorsi e le omelie del nuovo pontefice raccogliendoli nella collana “Le parole di Papa Francesco”. In particolare questo volume della collana contiene i discorsi pronunciati da Papa Francesco nel corso del suo pellegrinaggio in Terra Santa, Giordania, Palestina e Israele dal 24 al 26 maggio 2014, nel 50° anniversario dell’incontro a Gerusalemme tra Paolo VI e il Patriarca Atenagora. Si tratta di diciassette interventi, che vanno dal discorso pronunciato in occasione dell’incontro con le autorità del regno di Giordania ad Amman, alla conferenza stampa durante il volo di ritorno in Italia la sera del 26 maggio oltre agli interventi del Papa e dei presidenti di Israele e dell’Autorità nazionale palestinese, Shimon Peres e Mahmoud Abbas, tenuti durante l’invocazione per la pace in Terra Santa, che si è svolta domenica 8 giugno nei Giardini Vaticani. I presidenti Peres e Abbas hanno risposto così all’invito presentato loro da Papa Francesco nel Regina Caeli del 25 maggio a Betlemme.

 

ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE

INCONTRO CON LE AUTORITÀ DEL REGNO DI GIORDANIA

Amman, 24 maggio 2014

Maestà,
Eccellenze,
Cari Fratelli Vescovi,
Cari Amici,

Ringrazio Dío dí poter visitare il Regno Hascemita di Giordania, sulle orme dei miei predecessori Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, e ringrazio Sua Maestà il Re Abdullah II per le sue cordiali parole di benvenuto, nel vivo ricordo del recente incontro in Vaticano. Estendo il mio saluto ai membri della Fa­miglia Reale, al Governo e al Popolo della Giordania, terra ricca di storia e di grande significato religioso per l’Ebraismo, il Cristianesimo e l’Islam.

Questo Paese presta generosa accoglienza a una grande quantità di rifugiati palestinesi, iracheni e pro­venienti da altre aree di crisi, in particolare dalla vici­na Siria, sconvolta da un conflitto che dura da troppo tempo. Tale accoglienza merita, Maestà, la stima e il sostegno della comunità internazionale. La Chiesa Cattolica, secondo le sue possibilità, vuole impegnar­si nell’assistenza ai rifugiati e a chi vive nel bisogno, soprattutto tramite Caritas Giordania.

Mentre con dolore constato la permanenza di forti tensioni nell’area medio-orientale, ringrazio le Autorità del Regno per quello che fanno e incoraggio a continuare a impegnarsi nella ricerca dell’auspicata durevole pace per tutta la Regione; a tale scopo si rende quanto mai necessaria e urgente una soluzione pacifica alla crisi siriana, nonché una giusta soluzione al conflitto israeliano-palestinese.

Colgo questa opportunità per rinnovare il mio profondo rispetto e la mia stima per la comunità Mu­sulmana, e manifestare apprezzamento per il ruolo di guida svolto da Sua Maestà il Re nel promuovere una più adeguata comprensione delle virtù proclama­te dall’Islam e la serena convivenza tra i fedeli delle diverse religioni. Lei è noto come un uomo di pace, e artefice della pace: grazie ! Esprimo riconoscenza alla Giordania per aver incoraggiato diverse importan­ti iniziative a favore del dialogo interreligioso per la promozione della comprensione tra Ebrei, Cristiani e Musulmani, tra le quali quella del “Messaggio In­terreligioso di Amman” e per aver promosso in seno all’ONU la celebrazione annuale della “Settimana di Armonia tra le Religioni”.

Vorrei ora rivolgere un saluto carico di affetto alle comunità cristiane accolte daquesto Regno, co­munità presenti nel Paese fin dall’età apostolica: esse offrono i1 loro contributo per il bene comune della società nella quale sono pienamente inserite. Pur es­sendo oggi numericamente minoritarie, esse hanno modo di svolgere una qualificata e apprezzata azio­ne in campo educativo e sanitario, mediante scuole e ospedali, e possono professare con tranquillità la loro fede, nel rispetto della libertà religiosa, che è un fondamentale diritto umano e che auspico vivamente venga tenuto in grande considerazione in ogni parte del Medio Oriente e del mondo intero. Esso «com­porta sia la libertà individuale e collettiva dí seguire la propria coscienza in materia religiosa, sia la libertà di culto … la libertà di scegliere la religione che si crede essere vera e di manifestare pubblicamente la propria credenza» (Benedetto XVI, Esort. ap. Ecclesia in Me­dio Oriente, 26). I cristiani sí sentono e sono cittadini a pieno titolo e intendono contribuire alla costruzione della società insieme ai loro concittadini musulmani, offrendo il proprio specifico apporto.

Rivolgo infine uno speciale augurio per la pace e la prosperità del Regno di Giordania e del suo po­polo, con l’auspicio che questa visita contribuisca a incrementare e promuovere buone e cordiali relazioni tra Cristiani e Musulmani. E che il Signore Dio ci di­fenda tutti da quella paura del cambiamento alla qua­le Sua Maestà ha fatto riferimento.

Vi ringrazio per la vostra calda accoglienza e cor­tesia. Dio Onnipotente e Misericordioso conceda alle Vostre Maestà felicità e lunga vita e ricolmi la Giorda­nia delle sue benedizioni. Salam!

 

SANTA MESSA ALL’INTERNATIONAL STADIUM DI AMMAN

24 maggio 2014

Nel Vangelo abbiamo ascoltato la promessa di Gesù ai discepoli: «Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre» (Gv 14,16). Il primo Paraclito è Gesù stesso; l’«altro» è lo Spirito Santo. Qui ci troviamo non lontano dal luogo in cui lo Spirito Santo discese con potenza su

Gesù di Nazareth, dopo che Giovanni lo ebbe bat­tezzato nel fiume Giordano (cfr Mt 3,16), e oggi mi recherò lì. Dunque il Vangelo di questa domenica, e anche questo luogo nel quale grazie a Dio mi trovo pellegrino, ci invitano a meditare sullo Spirito Santo, su ciò che Egli compie in Cristo e in noi, e che possia­mo riassumere in questo modo: lo Spirito compie tre azioni: prepara, unge e invia.

Nel momento del battesimo, lo Spirito si posa su Gesù per prepararlo alla sua missione di salvezza; missione caratterizzata dallo stile del Servo umile e mite, pronto alla condivisione e alla donazione tota­le di sé. Ma lo Spirito Santo, presente fin dall’inizio della storia della salvezza, aveva già operato in Gesù nel momento del suo concepimento nel grembo ver­ginale di Maria di Nazareth, realizzando l’evento mirabile dell’Incarnazione: “lo Spirito Santo ti colmerà, ti adombrerà — dice l’Angelo a Maria — e tu partorirai un Figlio al quale porrai nome Gesù” (cfr Lc 1,35).

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