Asprenas n. 3/2022
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Asprenas n. 3/2022

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PRESENTAZIONE

1. Accogliendo la sfida della interdisciplinarità e della transdisciplinarità

(cf. Veritatis gaudium 4), il fascicolo monografico del 2022 è dedicato

da Asprenas ai temi della creazione, della persona e dell’intelligenza

artificiale, non solo a motivo della loro attualità, ma anche in ragione della

singolare opportunità che essi offrono di mostrare la fecondità e la

complessità del rapporto tra scienza, filosofia e teologia. L’incontro tra

saperi diversi è un’istanza assolutamente prioritaria in un tempo nel quale

appare quanto mai forte il rischio della frammentazione delle scienze.

Tale istanza risulta ancor più urgente quando si ha a che fare con questioni

che toccano direttamente, e con sempre maggiori aspettative, le

possibilità di intervento umano sulla natura in generale e sull’uomo in

particolare.

Come papa Francesco diceva ai partecipanti alla Plenaria del Pontificio

Consiglio della Cultura il 18 novembre 2017, ricordando Paolo VI,

«rimane sempre valido il principio che non tutto ciò che è tecnicamente

possibile o fattibile è perciò stesso eticamente accettabile. La scienza, come

qualsiasi altra attività umana, sa di avere dei limiti da rispettare per

il bene dell’umanità stessa, e necessita di un senso di responsabilità etica.

La vera misura del progresso è quello che mira al bene di ogni uomo

e di tutto l’uomo [cf. Populorum progressio 14]». E così, la ripresa

di un dialogo tra scienziati, filosofi e teologi – dopo secoli di diffidenza,

di indifferenza o, perfino, di dichiarata ostilità – sembra quanto mai

indispensabile sulla base della comune attenzione alla costruzione dell’umano

e di un mondo più umano, oltre che nella condivisa ricerca del

bene comune, per quanto, anche in questo senso, la strada da percorrere

risulti ancora lunga, data la difficoltà di individuare paradigmi antropologici

ed etici che siano ritenuti validi dai diversi attori del dialogo.

2. Posto che la scienza e la tecnologia hanno consentito di allargare

i confini della conoscenza che l’uomo ha della natura – e questo è senza

dubbio un dato al quale guardare in maniera positiva e grata –, occorre

chiedersi se esse siano di per sé chiamate a permettere all’uomo

un costante superamento dei limiti che gli sono imposti dalla natura oppure

se sia l’uomo a dover stabilire i limiti entro i quali esse devono

muoversi e, nel caso in cui a essere accolta sia la seconda ipotesi, in cosa

tali limiti consistano. E diversi sono ancora gli interrogativi da porsi:

cosa significa “persona”? Cosa si intende per promozione umana? Che

cosa rende il bene veramente “comune”? Evidentemente le risposte a

tali domande sono molteplici e tutt’altro che univoche: eppure la complessità

del confronto non può in alcun modo costituire, soprattutto per

il credente, un alibi per sottrarsi alla fatica del dialogo.

Entro questo quadro generale, si colloca il presente volume, che raccoglie

sei contributi di tenore molto diverso tra loro e che vanno dalla

scienza alla teologia, dalla filosofia all’etica e al diritto: esso risulta idealmente

strutturato in due parti, delle quali la prima è incentrata su questioni

relative prevalentemente alla cosmologia, mentre la seconda è dedicata

alle questioni del potenziamento umano e dell’intelligenza artificiale.

Ciascuna delle due parti si apre con un contributo di carattere generale

e introduttivo, che intende aiutare il lettore, anche quello meno

esperto, a entrare nel vivo delle questioni dibattute (quelle di ordine cosmologico

e quelle relative all’intelligenza artificiale, appunto), cercando

di coglierne i nodi essenziali all’interno del dibattito tra scienza, filosofia

e teologia.

3. Il contributo di EDOARDO CIBELLI funge da introduzione generale

al volume: l’autore individua nella creazione/evoluzione, nelle neuroscienze

e nel potenziamento umano alcuni dei temi di maggiore attualità

nel dialogo tra saperi e riconosce nella Teologia fondamentale la

branca del sapere teologico che, prima e più di ogni altra, è in grado di

dialogare con le scienze umane e naturali, in ragione del suo ruolo di

fondamento e di frontiera.

Accogliendo la sfida del dialogo tra saperi, IVO COELHO si propone

di mostrare che creazione ed evoluzione non si escludono a vicenda

– come peraltro anche il magistero più recente ha più volte ricordato –,

nella misura in cui la prima si propone come risposta alla domanda sull’origine

di tutto ciò che è, mentre la seconda va intesa soprattutto come un’ipotesi

attraverso la quale tentare una spiegazione dell’intelligibilità

immanente all’universo, il cui sviluppo può essere colto, secondo quanto

suggerito da Bernard Lonergan, come una successione di realizzazioni

probabili di possibilità.

Sulla creazione si sofferma anche ROBERTO GALLINARO, il quale, nel

suo ampio studio si propone di verificare la “tenuta” di alcune acquisizioni

della metafisica classica (particolarmente di quella tomista) di

fronte alla variabilità che caratterizza le più recenti teorie astrofisiche.

4. Il contributo di LUCIO ROMANO segna il passaggio alla seconda

parte del volume, offrendo alcune chiarificazioni sull’intelligenza artificiale

e sulle possibili definizioni che di essa vengono proposte: le diverse

questioni che l’intelligenza artificiale pone alla riflessione etica e al

modo di intendere l’umano – ivi incluse le questioni riguardanti le tecnologie

digitali – richiedono che dignità della persona, giustizia, sussidiarietà

e solidarietà non vengano smarrite come paradigmi di riferimento

mediante i quali le tecnologie possono mettersi realmente al servizio

di ogni persona nella sua integralità.

Il rapporto tra intelligenza artificiale e intelligenza è ancora al centro

del saggio di CLOE TADDEI FERRETTI, il quale, ponendosi in continuità

con il precedente, affronta la questione dal punto di vista filosofico,

a partire da una chiarificazione dei termini in esame e insistendo –

grazie anche al richiamo agli studi di Lonergan – sulla capacità di autotrascendimento

propria dell’uomo.

Chiude la rassegna ANTONIO FODERARO, il quale si occupa delle implicazioni

etico-giuridiche delle nuove tecnologie, particolarmente di

quelle legate alla robotica e all’intelligenza artificiale, collocandole all’interno

della più ampia questione del rapporto tra l’uomo e la tecnica,

alla quale Martin Heidegger ha dedicato pagine che, per la profondità

delle intuizioni, risultano ancora profondamente efficaci.

Ci auguriamo che il presente fascicolo, denso e complesso – soprattutto

per i non addetti ai lavori –, possa risultare per i nostri lettori

un utile contributo a quella riflessione sull’uomo che, nella sua perenne

attualità, si trova oggi ad affrontare nuove sfide, che mettono a rischio

l’integrità e la dignità della persona umana.

GIANPIERO TAVOLARO

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