Description
Il tema che qui proponiamo è di notevole importanza e vuole essere una
risposta alle domande che il cristiano d’oggi si pone di fronte al sacramento
della Penitenza. Queste domande riguardano anzitutto il suo senso e la
sua fi nalità. Per questo, prima di entrare nella trattazione vera e propria del
tema, è opportuno accennare alla crisi che, da anni, investe questo sacramento
e ne rende problematica la conoscenza e la pratica. Successivamente
accenneremo ad alcune linee di risposta a tale crisi. Cercheremo, inoltre,
di delineare gli aspetti principali di questo sacramento, nella prospettiva di
una sua effi cace e “attraente” presentazione pastorale. Infi ne, ci soffermeremo
sugli atteggiamenti del confessore, atteggiamenti che promuovono questo
sacramento, o ne allontanano i penitenti.
È un fatto, testimoniato da molte voci autorevoli, che dopo la Seconda
Guerra Mondiale, in campo cattolico, il ricorso alla riconciliazione sacramentale
è diventato progressivamente meno frequente, fi no al punto che
già nella seconda metà del secolo scorso si parlava di crisi del sacramento
della Penitenza1. Ne parla anche Giovanni Paolo II, nell’Esortazione postsinodale
Reconciliatio et Paenitentia (1984, n. 28): «Il Sinodo ha tenuto
conto dell’affermazione pronunciata molte volte, con toni diversi e diverso
contenuto: il Sacramento della Penitenza è in crisi, e di tale crisi ha preso
atto».
Le cause di questa situazione, sono molte, complesse e intrecciate tra
loro. È, tuttavia, evidente il loro collegamento con la crisi morale, con l’indebolimento
del senso religioso della vita, con la perdita del senso di peccato,
la mancanza di fi ducia nella misericordia di Dio, l’ignoranza sul ruolo
del sacerdote e sul signifi cato del sacramento, la mancanza di entusiasmo
e di disponibilità da parte degli stessi confessori, nonché dei parametri …






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