Description
Il libro documenta la storia del Santuario della Madonna del Bosco e i suoi suggestivi intrecci con la vicenda umana e spirituale del Papa Buono. Fede e arte, tradizione e cultura si uniscono in un racconto che attraversa i quattro secoli di vita di uno dei più amati e frequentati Santuari Mariani della Lombardia. Accanto alle vicende che legano Giovanni XXIII al Santuario, l’autore racconta i fatti che hanno dato origine alla devozione, ciò che i pellegrini possono trovare oggi presso il Luogo Sacro e una grande quantità di informazioni che vanno dai custodi – i Padri Oblati Vicari – alle più note preghiere, iscrizioni e curiosità.
PREFAZIONE
di Don Diego Arfani
Questo prezioso volume, realizzato da Ambrogio Amati e frutto di una ben più ampia e documentata ricerca, è certamente un omaggio alla Madonna del Bosco – nel 2017 ricorrono i 400 anni dalla prima apparizione -, e a Papa Giovanni XXIII, di cui si commemorano i cinquant’anni della morte (1963-2013) , ma nello stesso tempo è un utilissimo aiuto per chi voglia conoscere la storia e lo “spirito” del Santuario, al quale l’Autore è legato in modo particolare, anche attraverso il rapporto che ha vissuto con un mio illustre predecessore, padre Luigi Radice.
Non si tratta solo di nomi, di date e del racconto di avvenimenti prodigiosi. Vi è, in effetti, un filo rosso che lega, senza soluzione di continuità, quattro secoli di storia a partire da quel 9 maggio 1617, data ormai memorabile, fino ai nostri giorni, e che nel testo ben emerge. È la tradizione della fede che tanti uomini e donne – ricchi o poveri, popolani o nobili e prestigiose autorità, dotti o illetterati – hanno tessuto recandosi in pellegrinaggio alla Madonna del Bosco.
È quella fede che ha guidato il piccolo Angelo Roncalli, insieme ai suoi fratellini e sorelline, accompagnati dalla mamma Marianna, lungo i sentieri che da Sotto il Monte portavano al Santuario, spinti dalla consapevolezza che «se il Signore non costruisce la casa invano faticano i costruttori» (Salmo 126), ma che spinge ogni anno anche tanti uomini e donne su questo cammino esattamente come cento, duecento o trecento anni fa.
Nella semplicità delle vicende accadute nel luogo non è necessario cercare messaggi particolari o misteriose “rivelazioni’: Tutto rimanda a quell’unica “Rivelazione” che Dio ha offerto all’umanità nel Figlio suo, Gesù, «concepito per opera dello Spirito Santo e nato dalla Vergine Maria». Maria, infatti, così è rappresentata nell’iconografia del Santuario, ci presenta il Bambino, anzi sembra offrircelo, tendendolo avanti a sé.
Allora, nell’anno della fede, voluto da papa Benedetto XVI, la presenza di un tale luogo di pellegrinaggio è come una porta che Maria ci spalanca, perché anche noi possiamo incontrare Suo Figlio, unico Salvatore del mondo.
Esprimo dunque la riconoscenza dei padri Oblati di San Carlo Borromeo e mia personale ad Ambrogio Amati e auguro a tutti coloro che leggeranno il libro di crescere nell’affezione e nell’affidamento a Maria, Madre di Cristo, della Chiesa e di ciascuno di noi.






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