Description
In Marco Aurelio, prima console e poi imperatore romano nel II secolo, Renan ritrova quella stessa passione per la filosofia e la ricerca intellettuale che aveva segnato il suo passaggio dagli studi teologici a quelli filosofici. Scritto nel 1882, come parte del più ampio progetto di una storia delle origini del Cristianesimo, il racconto della vita di Marco Aurelio assume le forme di una profonda riflessione sui concetti di giustizia e tolleranza e del loro rapporto con lo sviluppo politico e sociale dell’uomo. La Roma imperiale riproduce quella tensione tra il pensiero filosofico e l’idea religiosa, che ancora non riesce a trovare una composizione pacifica. Marco Aurelio, fedele alle tradizioni della società romana, non fermerà la persecuzione dei credenti, di cui mal tollerava la spiritualità astratta e irrazionale. Tuttavia, egli sarà sempre un «mite persecutore» e non sarà in grado di fermare lo sviluppo ormai straripante della Chiesa di Roma. Unendo un’attenta ricerca storica a profonde considerazioni di carattere filosofico e teologico, Renan riesce a rendere con grande chiarezza l’avanzare parallelo, da Occidente a Oriente, di Impero e Chiesa, in una competizione costante e irreconciliabile, che si attenua solo con la morte di Marco Aurelio, per poi riprendere per tutto il secolo successivo senza però che il principio imperiale fosse più sostenuto dalla saggezza e dall’equilibrio dell’imperatore filosofo.
L’autore
JOSEPH ERNEST RENAN (Tréguier, 1823 – Parigi, 1892) Storico delle religioni orientali e del Cristianesimo, accademico di Francia, è autore di testi influenti e spesso radicalmente innovativi nelle interpretazioni. Il suo libro più celebre è Vita di Gesù (1863), che rese popolare un’immagine di Gesù fortemente umanizzata e fu duramente attaccato dalla gerarchia cattolica, costandogli la perdita per sei anni della docenza al Collège de France. Tra gli altri scritti non legati alla sua attività di studioso, ricordiamo l’autobiografico Ricordi d’infanzia e di giovinezza (1883), Che cos’è una nazione (1882), con cui si affermò come uno dei maggiori teorici della nazionalità, e San Paolo(1869, di prossima pubblicazione per Castelvecchi), in cui analizza il contributo fondamentale dell’apostolo Paolo nella diffusione del Cristianesimo e nella formazione delle sue basi istituzionali.






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