Parole di Vita
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Parole di Vita

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SOMMARIO

Esegesi

Paolo Mascilongo

PAOLO DA GERUSALEMME A ROMA.

INTRODUZIONE AD AT 21,15–28,10

Andrzej Gieniusz

TESTIMONIARE A GERUSALEMME

(AT 21,27–23,11)

Paolo Costa

PAOLO E IL RE AGRIPPA II. LA CHIUSURA

PROVINCIALE DEL PROCESSO (AT 26,1-32)

Dionisio Candido

IL TESTIMONE E LA PAROLA

NELLA TEMPESTA (AT 27)

Approfondimenti

Marco Vitelli

LE CITTÀ DEL CRISTIANESIMO ANTICO.

POZZUOLI

Carlo Broccardo

I PERSONAGGI DI ATTI.

PIETRO E PAOLO A CONFRONTO. DIVERSI,

MA DISCEPOLI DELLO STESSO MAESTRO

Matteo Crimella

ATTI E MONDO CLASSICO.

I DISCORSI

Massimo Epis

QUESTIONI TEOLOGICHE.

TESTIMONIARE LA VITA CON LA VITA

Rubriche

BIBBIA E SCUOLA di Gian Paolo Bortone

La chiave della libertà

LAVORO ED ECONOMIA di Alberto Tampieri

«Chi non vuole lavorare, neppure mangi» (2 Ts 3,10)

PELLEGRINAGGI di Mirko Montaguti

Le strade per Santiago

APOSTOLATO BIBLICO di Carmelo Pellegrino

Liberazione giubilare e remissione dei peccati

VETRINA BIBLICA

ARTE di Marcello Panzanini

Dentro la storia. L’arresto di San Paolo di van Aelst e de Pannemaker

 

EDITORIALE

Protagonista del quinto fascicolo e della quinta e ultima sezione degli Atti (21,15– 28,31) – ma la trattazione degli ultimi versetti (28,11-31) sarà contenuta nel prossimo numero – è Paolo, testimone a processo, condotto in catene verso Roma, ultima meta del suo viaggio. Paolo Mascilongo ci guida alla scoperta delle “tappe” che da Gerusalemme condurranno l’apostolo fino a Malta (l’accoglienza festosa dei fratelli, l’arresto nel tempio, la difesa e l’annuncio del vangelo davanti a Giudei e Romani, al popolo e alle autorità politiche). Luca presenta le vicende di Paolo in parallelo con la vita di colui di cui è testimone: nella passio Pauli, come per Gesù, le accuse si rivelano infondate, falsa la prova concreta, la folla grida e ne invoca la morte… A Paolo, però, è concesso di rivolgere la parola al popolo e così nell’apologia rende testimonianza davanti a un mondo ostile (Andrzej Gieniusz). Le sue parole sono dal punto di vista narrativo l’occasione per tornare sull’incontro con il Risorto che ha cambiato la sua vita: l’avvenimento di Damasco è narrato nuovamente e per due volte (nei capp. 22 e 26) è lo stesso Paolo a farlo. Egli presenta la propria missione come compimento, e non come tradimento, della sua condotta religiosa, mentre dal confronto con le autorità romane emergono l’inconsistenza giuridica delle accuse e la sua innocenza (Paolo Costa). A partire dalla consistente presenza in Atti di discorsi, unità ben elaborate dal punto di vista retorico, si rende opportuno per il nostro pubblico un confronto con quelli della LXX e della letteratura greco-romana, classica ed ellenistica. Matteo Crimella evidenzia gli elementi di continuità, ma anche una netta differenza: pur utilizzando le stesse tecniche, Luca si discosta dalla letteratura profana perché il punto di svolta degli eventi non è rappresentato da un discorso, ma è la proclamazione del kèrygma che muta il corso della storia. Nei capp. 21–28, come già nel discorso agli anziani di Èfeso (At 20), si delineano così contenuto, destinatari e prezzo della martyrìa, «testimonianza», categoria fondamentale per sintetizzare l’identità di Paolo. La fede come incontro con il Risorto è un’esperienza personale. Come spiega Massimo Epis, essa, però, non comincia dopo la rivelazione, ma la qualifica dall’interno; è dal rapporto di Gesù con Dio-Abbà che la testimonianza appare come un movimento reciproco: è lo Spirito che la alimenta nell’apostolo e che chiama tutti i battezzati a collaborare alla strategia testimoniale di Gesù. Dopo il processo e i due anni di prigionia a Cesarèa, giunge per Paolo il momento di imbarcarsi alla volta di Roma, essendosi appellato a Cesare. Il cap. 27 è di più che un “diario di bordo” o la cronaca della traversata del Mediterraneo. Il viaggio si presenta ben presto problematico per imperizia e ostinazione umana nella scelta di una stagione sconsigliata, ma obiettivo della raffinata narrazione lucana è quello di celebrare la forza della Parola che spinge la propria corsa fino a raggiungere il cuore dell’impero (Dionisio Candido) e presentare Paolo come il credente esperto della vita, capace di dare il giusto consiglio in situazioni difficili, come la tempesta e il naufragio. Dopo una sosta a Malta e la ripartenza per l’Italia, con approdo nell’antica Puteoli (di cui Marco Vitelli ci illustra origini e dati archeologici), giungerà finalmente il momento di dirigersi a Roma. Lì, secondo la tradizione, avrà luogo anche il martirio di Pietro, l’altro “campione” che gli Atti hanno affiancato a Paolo (Carlo Broccardo), narrandone la missione in parallelo con quelle del Maestro ma omettendone, come per Paolo, la sorte finale.

Elena Maria Laluce

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