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SOMMARIO
Antonio Landi
PAOLO E LA FINALE
DEL LIBRO DI ATTI (28,16-31) 3
Andrea Albertin
UNA CHIESA CHE “SCONFINA”,
SECONDO IL PROGETTO DEL RISORTO 8
Ombretta Pettigiani
PREGHIERA E GESTI
DELLA COMUNITÀ CREDENTE 13
Annalisa Guida
«VENITE E RIMANETE
NELLA MIA CASA» (AT 16,15) 18
Lorenzo Gasparro
«LO SPIRITO SANTO E NOI». LO SPIRITO,
VERO PROTAGONISTA DEGLI ATTI? 24
Giacomo Violi
L’INCOMPLETO DEGLI ATTI.
CHE FINE HANNO FATTO…? 29
Approfondimenti
Dario Garribba
LE CITTÀ DEL CRISTIANESIMO ANTICO. ROMA 34
Vito Mignozzi
QUESTIONI TEOLOGICHE.
RITROVARE UNITÀ NEL CONFLITTO.
IL METODO ECCLESIALE IN AT 15 39
Rubriche
BIBBIA E SCUOLA di Gian Paolo Bortone
Immaginando At 29: fini, confini e sfide 44
LAVORO ED ECONOMIA di Alberto Tampieri
«Un denaro al giorno» (Mt 20,2). La giusta retribuzione 47
PELLEGRINAGGI di Giacomo Violi
Pellegrinaggi micaelici. La Linea Sacra di san Michele 50
APOSTOLATO BIBLICO di Carmelo Pellegrino
Da Cristo alla chiesa: il giubileo oggi 54
INDICE 2025 56
ARTE di Marcello Panzanini
In tre fotogrammi una vita intera.
San Paolo in trono di Domenico Beccafumi
EDITORIALE
L’ultima pagina degli Atti non è probabilmente il finale che ci si potrebbe aspettare, ma forse proprio per questo motivo provoca e coinvolge il lettore. Al capitolo 28 del libro Paolo giunge a Roma (e noi con lui, anche grazie al contributo sulla città di Dario Garribba) per affrontare il processo. Luca, però, non ne racconta l’esito, e neppure il martirio dell’apostolo, ma si congeda dal lettore con una scena “ordinaria”: Paolo è nella casa- prigione mentre parla e annuncia il vangelo. Antonio Landi ci guida nella lettura di At 28,16- 31 e negli “enigmi” della finale del libro e della sua struttura narrativa, ricordandoci che l’intento dell’autore non è quello di trasmettere una biografia completa dell’apostolo, ma mostrare come il messaggio di salvezza da Gerusalemme abbia raggiunto il cuore dell’impero. Testimoniare il Risorto a tutte le genti è il compito affidato da Gesù ai discepoli, chiamati, attraverso le proprie vicende e grazie allo Spirito santo, a farlo vivere nella storia. È lo Spirito, infatti, che guida la chiesa nascente e trasforma i discepoli, illuminandoli nel discernimento e partecipando alla missione (Lorenzo Gasparro). Pur universale e senza confini, la chiesa assiste a una progressiva diversificazione interna – non solo culturale ed etnica, ma anche dei carismi e ministeri e del servizio interno delle comunità stesse –; la koinonìa resta, tuttavia, la cifra con cui affrontare tensioni e contrasti (Andrea Albertin). Oltre alla comunione, altro tratto caratteristico di Atti è la preghiera. Fin dal primo sommario (1,12-14) essa definisce lo stile di coloro che in modo perseverante e concorde attendono il dono dello Spirito, e attuano grazie a essa il discernimento per la vita e nei passaggi di crescita. Non solo lodi, suppliche e intercessione: nella prassi dei credenti compaiono anche alcuni gesti con cui i credenti custodiscono la relazione con il Risorto, ovvero la cena del Signore, l’imposizione delle mani e, soprattutto, il battesimo (Ombretta Pettigiani). Se all’inizio la preghiera è anche preghiera al tempio, emerge fin da subito un altro luogo dove si è «soliti riunirsi» (1,12): la casa e, in particolare, le case di alcune donne, dimore che diventano spazio di preghiera e di raduno per la comunità. Annalisa Guida affronta la questione della trattazione lucana delle figure femminili e il loro ruolo di rilievo nell’accoglienza degli apostoli e della predicazione. Pur spesso presentate in relazione a personaggi maschili, alcune donne in Atti emergono, soprattutto in spazi privati in cui insegnano, predicano o fondano chiese domestiche, come figure indipendenti e intraprendenti, anche se tale protagonismo non corrisponde nel racconto a uno spazio di parola egualmente rappresentato. Il finale “aperto” di Atti e i vari “filoni” annunciati ma non conclusi suscitano nel lettore curiosità e domande, sollecitandolo a continuare la testimonianza «fino ai confini della terra» (1,8). Giacomo Violi ripercorre alcune delle tradizioni con cui si è cercato di riempire i vuoti della dinamica dell’incompleto, come per esempio quelle che rendono i vari protagonisti evangelizzatori nel mondo (Tommaso in India, Bàrnaba a Milano…). In Atti sono presentati anche conflitti e tensioni all’interno della comunità, tra cui quelli che animarono il “concilio di Gerusalemme” (At 15). Nella sua rilettura Vito Mignozzi fornisce cinque “setacci”, spunti utili per un discernimento ecclesiale che, partendo da problemi reali, generi frutti di unità e di gioia nel popolo di Dio. È giunto ormai il momento di congedarci dagli Atti degli apostoli: l’annata 2026 è alle porte.
Buona lettura






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