Servizio della Parola - n. 556
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Servizio della Parola – n. 556

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4. Il Direttore risponde

Alcune valutazioni e proposte

su Servizio della Parola

I nostri modi di dire

50. Felici come una Pasqua

1. La felicità ragionevole e possibile (A. Carrara)

2. La gioia nel Vangelo (P. Mascilongo)

3. Felici come una Pasqua (S. Passeri)

Veglia vocazionale per giovani

Cosa devo fare per essere felice?

(C. Cremonesi)

Tempo pasquale 2024

31 marzo / 19 maggio

Pasqua di risurrezione (L. Flori, V. Brunello, R. Laurita)

2ª domenica di Pasqua (L. Flori, V. Brunello, R. Laurita)

3ª domenica di Pasqua (L. Flori, V. Brunello, R. Laurita)

4ª domenica di Pasqua (L. Flori, V. Brunello, R. Laurita)

5ª domenica di Pasqua (L. Flori, V. Brunello, R. Laurita)

6ª domenica di Pasqua (L. Flori, V. Brunello, R. Laurita)

Ascensione del Signore (L. Flori, V. Brunello, R. Laurita)

Domenica di Pentecoste (L. Flori, V. Brunello, R. Laurita)

 

 

4.

Il Direttore risponde

Alcune valutazioni e proposte

su Servizio della Parola

Carissimo Direttore,

sono abbonato da una decina d’anni (forse più) alla rivista e

vi ho sempre trovato un bel contributo per la riflessione sulle

letture e per la preparazione dell’omelia domenicale.

Apprezzo i commenti di solito concisi e chiari sia a livello esegetico

che omiletico. In taluni commenti esegetici si usa un linguaggio

a volte un po’ troppo “tecnico” o “ecclesialese”, che

perde in chiarezza.

Talvolta ho letto anche i contributi dei dossier su tematiche

della predicazione e dei sussidi su iniziative pastorali. Ho apprezzato

il tentativo di collegare la parola di Dio con le sfide

culturali di oggi, con contributi specifici. Mi sembra molto

buono l’accompagnamento dell’anno liturgico.

Terrei più presente, nei commenti, anche le giornate specifiche

fisse: giornata missionaria mondiale, giornata della parola di

Dio, della carità del papa, dei nonni e anziani, dei poveri, dei

migranti e rifugiati. Forse si potrebbe offrire una riflessione su

alcuni temi specifici, in questo tempo di discernimento sinodale.

Offro tre esempi.
– Bambini ed eucaristia: quale tipo di adattamento è possibile

per i più piccoli?

– Liturgia della Parola domenicale ed eucaristia domenicale:

come salvare le reciproche caratteristiche?

– Giovani e liturgia eucaristica: come offrire una messa che

esprima il sentire e le modalità espressive dei giovani?

Grazie per il lavoro tuo e della tua équipe.

don Maurizio Fabbri

Carissimo don Maurizio,

ti ringrazio per la semplicità e chiarezza della tua riflessione

su Servizio della Parola. Tocchi molti punti importanti e offri

prospettive interessanti. Mi soffermo particolarmente sulla tua

prima osservazione, accogliendo con soddisfazione il tuo giudizio

sui nostri commenti esegetici al Lezionario domenicale.

Al cuore della nostra rivista c’è la parola di Dio, specialmente

quella che risuona ogni domenica nelle nostre comunità. L’obiettivo

è offrirne commenti che sappiano mediare la ricerca

propria dell’esegesi in una forma comprensibile a tutti, senza

stancare il lettore con passaggi argomentativi o linguaggi tecnici,

che sono certo necessari per i contributi scientifici ma che possono

pregiudicare la possibilità di una comunicazione più ampia.

Trovare questo equilibrio non è un compito facile per l’esegeta

e richiede una specifica competenza, acquisita sul campo della

comunicazione pastorale, con una costante attenzione alle forme

e ai linguaggi. È il frutto di un’ascesi che comporta la rinuncia al

narcisismo dei metodi e alla pretesa di una spiegazione completa.

Si tratta di dare gratuitamente, con poca spesa e fatica per il

lettore, quella perla preziosa che rappresenta la meta di decenni

di lavoro intellettuale ed è al contempo l’ispirazione e motivazione

profonda di tanta fatica.

Viene in mente quel passo di Isaia: «O voi tutti assetati, venite

all’acqua, voi che non avete denaro, venite, comprate e mangiate;

venite, comprate senza denaro, senza pagare, vino e latte»

(Is 55,1). Non è scontato esprimere questa liberalità, che spoglia
l’accademia del suo carattere esclusivo ed espone senza filtri il

nucleo incandescente della passione esegetica: la comunicazione

della Parola. Se poi il lettore non apprezza la fatica che c’è

dietro, che importa? Ciò che a noi preme è che si rinnovi in lui

o in lei il gusto della Parola e che possa far propria quella nuova

comprensione, per donarla ad altri, in diverse modalità e contesti,

compreso quello liturgico.

Il nostro desiderio è che un abbonato di Servizio della Parola

sappia di trovare nella rivista un frutto sicuro e profondo, senza

doverlo scovare con fatica in una frase di un commentario, pescata

dopo pagine di ricerca delle fonti, analisi filologiche o studi

narratologici. Se poi il nostro lettore, ispirato da questo frutto,

sentirà nascere in lui il desiderio di un confronto serio con un

commentario, per la propria preparazione personale, allora saremo

davvero soddisfatti, perché l’impulso alla comunicazione

del Vangelo sarà consolidato dalla ricerca di una maggiore profondità.

Questa non è una meta facile e forse non sempre siamo riusciti

a raggiungerla. L’impegno si rinnova oggi, nel solco di una

lunga e importante tradizione, che ha saputo mettere a frutto i

migliori sforzi dell’esegesi italiana, storicamente attenta a coniugare

ricerca e pastorale.

Tutti gli altri punti che citi, carissimo don Maurizio, sono molto

importanti e andrebbero sviscerati uno per uno: preferiamo

farlo nei prossimi numeri, in modo da non trascurare nulla per

motivi di spazio.

Solo un accenno mi riservo al tema del rapporto tra liturgia

della Parola ed eucaristia e al tema dell’accompagnamento dei

giovani e delle famiglie nella Parola e nella liturgia. In un tempo

di ripensamento delle forme ministeriali e di riorganizzazione

della comunità cristiana sul territorio, il nostro contributo come

Servizio della Parola al cammino sinodale potrà essere anche

quello di offrire esperienze promettenti di mediazione pastorale

della parola di Dio, in grado di offrire una buona pedagogia,

rivolta in particolare ai giovani, alle famiglie e alle comunità in

attesa di presbitero.

don Davide Arcangeli

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