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INDICESUSSIDIO
PREPARARE LA MESSA
@Wordinprogress
7. Il Direttore risponde
I nostri modi di dire
53. Dio ha un progetto su di te
1. «Dio ha un progetto su di te» (A. Carrara)
2. Paolo di Tarso e la sua “vocazione speciale”
negli Atti degli Apostoli (G. Pulcinelli)
3. Dio ha un progetto su di te?
Discernere la volontà di Dio (C. Passoni)
Una celebrazione per l’inizio del nuovo anno
nell’unità pastorale (R. Laurita)
Dalla 22a alla 28a domenica
del Tempo ordinario
1° settembre / 13 ottobre
22ª domenica ordinaria (F. Ficco, D. Sutera, G. Tornambé)
23ª domenica ordinaria (F. Ficco, L. Manicardi, G. Tornambé)
24ª domenica ordinaria (F. Ficco, G. Ambrosio, R. Laurita)
25ª domenica ordinaria (F. Ficco, S. Zamagni, M. Orizio) 1
26ª domenica ordinaria (F. Ficco, S. Morra, M. Orizio)
27ª domenica ordinaria (F. Ficco, A. Fumagalli, S. Toffolon)
28ª domenica ordinaria (F. Ficco, G. Ambrosio, S. Toffolon)
7.
Il Direttore risponde
Buongiorno,
sono don Alberto Olivo della diocesi di Novara e volevo proporre
alcune riflessioni sulla rivista Servizio della Parola.
Sono abbonato alla vostra rivista dal 1997. La vostra rivista
mi è sempre piaciuta e ha sempre soddisfatto le mie aspettative.
In particolare la parte esegetica. Sono stato missionario in Ciad,
nella diocesi di Pala, dove tutta la pastorale, la catechesi e la liturgia
è fondate sulla parola di Dio, e al mio ritorno in diocesi
volevo trovare un sussidio che mi aiutasse nel capire e interpretare
la Parola della domenica per evitare quel moralismo o quel
pettegolezzo che tante volte contraddistinguono le nostre omelie,
che diventano prediche nel senso spregiativo del termine. Leggendo
l’esegesi proposta dalla vostra rivista ho potuto mantenere
quell’amore per la parola di Dio che avevo sperimentato in Ciad,
e di questo ve ne sono grato. Personalmente le altre rubriche
hanno per me scarso interesse, in quanto l’omelia deve scaturire
dalla mia vita e dal mio cuore e non da schemi proposti da altri.
Un particolare interesse ha per me anche la riflessione finale di
Roberto Laurita, sempre saggia e interessante. Mi ricordo che
anni fa avevate inserito la scheda “il santo del mese”, perché non
reintrodurla? Ritengo che lo scopo della vostra rivista sia quello
di tenere ancorato il celebrante alla parola di Dio e finora vi
siete riusciti perfettamente; inoltre l’esegesi dei testi, semplice ma
mentale, proprio a partire dalle periferie ecclesiali e sociali
che si stanno manifestando nel nostro continente. Si assiste, ad
esempio negli ultimi anni, a una riattivazione di percorsi catecumenali,
per persone immigrate in Europa, di prima o seconda
generazione, e anche per quegli europei le cui famiglie hanno
abbandonato da tempo la chiesa cattolica e che ora hanno l’opportunità
di scoprire in modo nuovo la vita cristiana. Inoltre la
periferia sociale delle piccole comunità lontane dai grandi centri
e la crisi ecclesiale dovuta alla radicale diminuzione dei ministri
ordinati sembrano far ritornare la nostra geografia ecclesiale
al tempo in cui la chiesa si percepiva come una rete di piccole
comunità, che ruotavano attorno a centri di formazione e irradiazione
missionaria. In questo contesto se la riorganizzazione
procede da un criterio puramente clericale, si finirà esclusivamente
per accentrare tutta la comunità in pochi punti, abbandonando
la prospettiva delle piccole comunità. Se invece il criterio
della riorganizzazione sarà realmente sinodale, si potrà avviare
una pedagogia graduale verso l’eucaristia, che comporta la
presenza di comunità che celebrano la festa domenicale e sono
convocate dalla parola di Dio. Il desiderio dell’eucaristia non
sarà sminuito da queste celebrazioni che valorizzano i carismi
e il sano protagonismo del popolo di Dio, ma anzi potrà essere
coltivato, mantenendo una connessione, nel tempo e nello spazio,
con i “fuochi eucaristici” presenti nella rete delle comunità.
Certo questo comporta porre al cuore delle comunità la formazione
di gruppi ministeriali, che accompagnano la vita delle
piccole comunità con l’ascolto della parola di Dio, specialmente
quella domenicale, e il discernimento dei carismi. Comunità in
cui al centro non c’è il “ruolo” o la “funzione” organizzativa, secondo
un clericalismo laicale di ritorno, ma l’umanità autentica
di ciascuno, che diviene testimonianza di Gesù nell’incontro e
nella relazione personale. La rivista Servizio della Parola intende
porsi come strumento di lavoro anche per questi gruppi ministeriali
e per la loro formazione, perché la vita delle comunità
e di ogni persona sia sempre più illuminata dalla profondità della
parola di Dio.
Hai pienamente ragione, don Alberto, l’omelia deve scaturire
non da schemi preconfezionati, ma dalla vita e dal cuore del
presbitero. Questi però ha anche un compito formativo, per assolvere
il quale l’omelia è certamente necessaria ma non sufficiente:
far crescere le persone e le comunità a lui affidate nell’ascolto,
personale e comunitario, della parola di Dio.
don Davide Arcangeli






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